L’attentato di Nizza del 14 Luglio 2016 ha mietuto numerosissime vittime, che insieme piangiamo e ricordiamo con l’hashtag #PRAYFORNICE .

Ma si apre un nuovo capitolo di domande tecnico-legali e di azioni che possono portare ad una maggiore discriminazione che, benchè siano da stigmatizzare, sono comprensibili.

Intanto partiamo dalla responsabilità del proprietario del mezzo.

In che modo può essere ritenuto responsabile per aver affidato un mezzo della sua flotta a colui che si è rivelato un terrorista assassino?

E poi, dato che è il mezzo ad essere assicurato, l’assicurazione copre i danni alle cose, alle vittime e ancor più ai sopravvissuti?

Essendo “l’incidente” inequivocabilmente parte di quello che si può chiamare un “evento sociopolitico”, i danni al mezzo sono coperti?

Di fronte alla tragedia di vite umane falciate non sono che sciocchezze ma, purtroppo, si tratta di domande che necessitano pure loro di una risposta.

Di drammatica discriminazione religiosa è anche la seguente:

L’autista, oltre che a viaggiare con patente e libretto, oltre che ad avere con se lo statino dello stipendio per dimostrare di essere in regola, e magari anche la certificazione ADR, deve avere il CERTIFICATO DI BATTESIMO o, ancor meglio il CERTIFICATO DI CRESIMA?

Passatemi la boutade, pur in questo momento di grande tristezza. Ma come fa un padroncino o una grande compagnia di trasporto a tutelarsi?

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